Archivio de "Il Presidente scrive"

rubrica estrapolata dalle Riviste LazioinCoro


Ottobre/Novembre 2018

"...autorevolezza è la capacità di coinvolgere gli altri e di influenzarne i comportamenti..."

Carissimi Amici,
eccoci di nuovo a voi con il nostro Bollettino dopo qualche mese di silenzio. Ringrazio i molti che si sono “preoccupati” per la sua assenza e così facendo hanno dimostrato la consapevolezza dell’importanza della Rivista Uffi ciale (per chi ama l’inglese: House Organ) di una Associazione come la nostra per diff onderne il pensiero e l’autorevo-lezza. Vorrei rifl ettere con voi proprio su questo concetto di “autorevolezza”, ma prima è d’obbligo dar conto del ritardo segnalato e dell’incompletezza delle rubriche che troverete in questo numero di cui ci scusiamo preliminarmente. La nostra redazione è composta da un certo numero di appassionati volontari, per lo più in giovane età, che proprio in virtù della loro bravura e disponibilità stanno progressivamente conso-lidando le proprie posizioni professionali e lavorative con conseguente riduzione dei tempi a disposizione per le pur amate attività del “tempo libero”. Questo è bello e fi sio-logico, ma signifi ca che per mantenere il ritmo e la qualità a cui siamo ormai abituati della nostra pubblicazione è necessario che si facciano avanti altri collaboratori che ci aiutino e ci suggeriscano nuove idee per essere sempre aggiornati e all’altezza delle vostre aspettative. Consideratelo quindi un appello caloroso a farvi avanti! E veniamo ad una breve rifl essione sul principio di autorevolezza, di cui la qualità è uno dei fattori fondamentali. I latini usavano il termine gravitas per indicare una qualità riconosciu-ta a chi, dimostrando un atteggiamento partecipativo invece che direttivo, autoritario (=auctoritas, autorità), ha la capacità di coinvolgere gli altri e di infl uenzarne i com-portamenti: questa è appunto l’autorevolezza. Come cerca la nostra Associazione di acquisire autorevolezza nei confronti sia dei suoi associati che della società in generale? Innanzi tutto operando sempre coerentemente con il proprio Statuto che nel nostro caso è fondato su alcuni pilastri chiari e irrinunciabili: il primo è la democraticità dei processi decisionali dell’organizzazione, dalla selezione degli organismi dirigenti alla defi nizione dei diversi progetti che sono sempre avallati e supportati dagli organismi di consulenza tecnico-artistica previsti dallo statuto e da quelli informali, nati per far fron-te alle sempre nuove istanze che affi orano nel nostro movimento corale amatoriale. Il secondo pilastro è la qualità e la competenza della nostra Commissione Artistica, che assiste il Consiglio Direttivo (e tutta l’Associazione) nelle decisioni di carattere artistico, formata da personalità di rilievo in diversi ambiti della vita e delle Istituzioni musicali che ci aiutano a collocare le nostre iniziative in un orizzonte ampio ed alto, in modo da accompagnare l’attività dei nostri cori in un processo di crescita sotto tutti i punti di vista. Il fi ne è quello di vedere aumentato il riconoscimento e la stima sociale per quello che facciamo e la gratifi cazione per i cantori che tanto appassionatamente, nobilmen-te e gratuitamente si dedicano alla pratica corale. Ho usato il verbo “accompagnare” per indicare il rapporto tra l’Associazione e i cori che la costituiscono, perché le nostre proposte non sono mai impositive, o direttive, ma sempre tese a stimolare la consape-volezza, l’autovalutazione e il confronto costruttivo con gli altri, e soprattutto sempre elaborate in modo tale che tutti ci si possano ritrovare ed identifi care, senza alcun tipo di discriminazione per nessun criterio. Poi certamente ognuno è libero… Ecco, tutto questo auspichiamo che sia prima di tutto conosciuto dai nostri cantori e dal pubblico più ampio, che sia condiviso tramite un dialogo continuo e teso a perfezionare sempre meglio i nostri processi e rapporti relazionali, in modo tale che quando una iniziativa reca il Logo e il Patrocinio dell’ARCL il pubblico possa immediatamente comprendere cosa c’è dietro e dire: “…questa è una cosa seria!”

Un caro saluto a tutti.

Marzo 2018

Amiamo la nostra voce

Il prossimo 16 aprile si celebrerà la “Giornata Mondiale della Voce”, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sulla sua importanza. La voce è alla base della comunicazione umana e, quindi, della relazione ed interazione tra le persone. Forse è data un po’ troppo per scontata, ma i problemi legati alla mancanza della voce hanno risvolti sociali non di poco conto. Questa celebrazione fu istituita nel 1999 in Brasile e fu il risultato di una iniziativa congiunta di medici, patologi della voce e del linguaggio e insegnanti di canto appartenenti alla “Società Brasiliana di Laringologia e Voce”. Il Brasile fu seguito da Argentina e Portogallo e nel 2002 negli Stati Uniti l’“American Academy of Otolaryngology - Head and Neck Surgery” riconobbe ufficialmente la celebrazione che ottenne la denominazione di “World Voice Day”.
In tutto il mondo sono organizzate per l’occasione diverse manifestazioni (convegni, seminari, campagne di sensibilizzazione ed altro), soprattutto in ambito medico in funzione preventiva, ma non mancano eventi anche nel campo artistico riguardanti attori, cantanti e soprattutto insegnanti di canto. Lo scorso anno (2017) anche l’ARCL ha organizzato un seminario dal titolo “Parliamo di Voce” presso l’Aula Convegni del Collegio Spagnolo di Roma. Vale la pena ricordare sia i relatori che le relazioni presentate. Personalmente, dato il mio passato professionale di speaker televisivo, ho avuto il piacere di introdurre i lavori e accogliere i nostri ospiti con una riflessione in chiave filosofica: “La voce: chiave dei sensi, porta dell’anima!”. Si sono poi susseguiti il prof. Gilberto Scaramuzzo (DIRETTORE DEL MASTER IN PEDAGOGIA DELL’ESPRESSIONE - UNIV. ROMA TRE): “La parola, il movimento, la voce. La lezione di Orazio Costa Giovangigli”; il M° Tullio Visioli (COMPOSITORE, PEDAGOGISTA MUSICALE, VOCOLOGO ARTI-STICO): “La voce vista (e sentita) dai bambini”; ed infine la dott.ssa Annamaria Colombo (LOGOPEDISTA, COUNSELOR, FORMATRICE): “La voce che insegna, come usarla e educarla”. Un intenso e stimolante pomeriggio di lavoro seguito da non molte persone (una trentina tra cantori e direttori), ma con la scusante che, data la concomitanza delle feste pasquali in aprile, avevamo spostato la manifestazione dal 16 aprile al 27 maggio. Sicuramente ai più è sfuggita l’importanza dell’evento e la qualità dei suoi contenuti. Per quest’anno (2018, il 16 aprile cade di lunedì) penso che non dobbiamo lasciar scivolare via la ricorrenza e invito tutti i nostri associati, nelle giornate 14, 15, 16 aprile (sabato, domenica e lunedì) a darle rilievo in qualche modo, dalla semplice citazione nel corso di un concerto fino a qualcosa di più consistente e impegnativo. I cori che organizzeranno qualcosa in quest’ottica ce lo segnalino con una email e noi raccoglieremo gli eventi in un documento che pubblicheremo nel sito e su LazioinCoro.
Ringrazio fin da ora per la sensibilità e la collaborazione.
Un caro saluto a tutti

Gennaio/Febbraio 2018


"...valori per tutto il nostro mondo corale amatoriale..."

Abbiamo aperto il nuovo anno della nostra Associazione offrendo ai nostri cori (e non solo a loro) importanti occasioni nell’ambito della “formazione”. Si tratta di ben quattro seminari, tre a Roma e uno a Latina (che si svolgerà il 3 e 4 febbraio, docente Roberta Paraninfo, titolo “Abitare il suono”), di cui abbiamo dato ampia presentazione nello scorso numero del bollettino. Ma non è superfluo tornare a riflettere sulle caratteristiche di questa vera e pro-pria “offensiva formativa” che caratterizza i primi due mesi del 2018. I semi-nari proposti rivestono alcuni aspetti di novità e sperimentazione finora solo intravisti nelle nostre attività, sono nel segno di un “inizio di rapporto” tra i docenti, qualificati, che abbiamo invitato e i loro corsisti. Infatti i il numero degli incontri è elevato (3 per il corso di Tecnica Vocale per direttori curato da Sergio Leone, 3 per il seminario di Paleografia tenuto da Remo Guerrini e 2 weekend -4 giornate- per il corso di Lettura Musicale curato da Marina Mungai); inoltre gli appuntamenti sono distanziati tra di loro di almeno 2 settimane e prevedono anche un seguito direttamente presso i cori. Si de-linea un profilo della nostra offerta che indica una possibilità, per chi la vo-glia cogliere, di compiere un percorso di apprendimento/sperimentazione/verifica che ha esiti sicuramente più efficaci e “professionalizzanti” rispetto al classici seminari-spot di un finesettimana in cui sicuramente l’informa-zione fornita ai partecipanti da parte dei docenti è di primissima qualità, ma poi manca una fase importante per una crescita reciproca, che è quella del feedback dopo un periodo abbastanza significativo in cui si siano po-tuti mettere in opera i concetti e i consigli ricevuti e più o meno acquisiti. Siamo molto vicini a qualcosa che somiglia ad una vera e propria “Scuola per Cori” nella nostra Regione, e questo è reso possibile dalla disponibilità e dalla qualità professionale dei docenti, tutti membri della nostra Commis-sione Artistica Regionale. Contemporaneamente si delinea anche il profilo dei destinatari, il “target” della nostra offerta, vale a dire quei protagonisti del mondo corale (cantori e direttori) caratterizzati da curiosità, apertura al confronto e a nuovi rapporti, disponibilità a mettersi in discussione e a do-nare le proprie esperienze, un pizzico di umiltà e desiderio di crescere. Non mi sembra un risultato da poco, anzi è un arricchimento di conoscenze e di valori per tutto il nostro mondo corale amatoriale che ha continuamente bisogno di mettersi a fuoco e cercare di immaginare i percorsi che possano recare le giuste gratificazioni e riconoscimenti all’impegno e alla passione che vi vengono riversati a piene mani dai suoi protagonisti.

Un caro saluto a tutti.

Dicembre 2017

L'importanza dei "riti"

Lo scorso 22 novembre, festa di Santa Cecilia patrona dei musicisti, mi è tornato prepotentemente il ricordo dei primi anni della nostra Associazione, quando con il M° Cieri, uno dei padri fondatori e presidente dell’ARCL, avevamo proposto di istituire in tale data la “Giornata del Cantore” da celebrare nel modo più semplice ma al tempo stesso coinvolgente ed emozionante: tutti i cori in quella giornata avrebbero eseguito (in concerto, o anche nel corso delle prove) un brano con l’intenzione di dedicarlo a tutti gli altri cori, associati e non, conosciuti e sconosciuti, ma consapevoli di condividere l’amore per la musica e il canto corale. In quegli anni (inizio anni Novanta) non c’era ancora la facilità di connessione e condivisione fornita dai social media, per cui l’iniziativa era davvero un “rito” comunitario e identitario molto significativo, perché alimentato da una idealità condivisa ma “impalpabile” e non soltanto favorito dalla facilità di “postare” quotidianamente qualcosa nelle tantissime bacheche virtuali in cui siamo immersi.

Mi torna in mente il dialogo del “Piccolo Principe” con la volpe: “... Ci vogliono i riti”, disse la volpe.

“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.

“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore..”.

Ecco, forse la facilità e la tendenza ad un approccio consumistico ha sottratto a molte nostre azioni quella ritualità che le impreziosiva e le rendeva uniche, o forse l’ha solamente sommersa sotto diversi strati di polvere, che a volte basta un piccolo alito di vento per farla tornare viva e vitale. Ecco perché voglio rin-graziare affettuosamente tutti quelli che hanno risposto al semplice saluto e augurio che ho inviato a tutti i cori nella ricorrenza di Santa Cecilia, voglio rinnovare il ringraziamento a tutti “perché ci siete e per quello che fate” e lanciare la proposta per recuperare (ormai per l’anno prossimo) quel nostro semplice “rito” che si chiamava “Giornata del Cantore”.

Novembre 2017

I progetti che ci attendono

Siamo a fine ottobre ed è questo il momento in cui pianificare le attività di promozione e di formazione per la nostra coralità associativa che realizzeremo nel 2018. Per quanto riguarda la “promozione” proporremo un’altra edizione del nostro Concorso Corale Regionale, aggiornando il bando in base alle osservazioni della Commissione Artistica e alla riflessione sull’esperienza della passata edizione. L’altro momento di vetrina per i nostri cori sarà la Rassegna Corinfesta per la Festa Europea della Musica in giugno. I cori della Provincia di Latina si sono riuniti ed hanno formulato delle proposte interessanti sullo stesso tema (la Rassegna Terrapontina in canto), a dimostrazione che il decentramento organizzativo è assolutamente funzionale e produttivo. Rimane da riprogettare la Rassegna dei cori del reatino e sarà sicuramente un impegno importante, anche per portare un ulteriore segno di vicinanza e di amicizia in quelle terre provate così duramente.

Per la “formazione” sono allo studio alcune iniziative (delle quali daremo ampia descrizione prossimamente) che scaturiscono dai risultati davvero lusinghieri in termini di risposta e partecipazione da parte dei cantori e, soprattutto, dei direttori, delle ultime iniziative proposte.

Il dato rilevante è la cresciuta presenza dei direttori insieme ai loro cantori ai seminari proposti: un risultato da tempo auspicato perché gli spunti offerti dai qualificati docenti nel corso degli incontri se non vengono poi sviluppati (e capitalizzati) dai direttori rimangono sul piano dell’informazione ma non si traducono in un potenziamento delle competenze e quindi in un progresso dell’intera compagine corale. L’altro aspetto sperimentato è stato l’articolazione dei seminari in due weekend, a distanza di un mese uno dall’altro, in modo da avere anche un momento di verifica e di confronto che permette di puntualizzare contenuti e modalità con maggiore efficacia. Sulla base di queste considerazioni abbiamo individuato alcuni criteri di metodo che ci auguriamo possano far raggiungere il risultato auspicato, cioè che direttori e cantori colgano appieno e con soddisfazione le opportunità di confronto, di stimolo per ampliare l’orizzonte delle proprie conoscenze e competenze che cerchiamo di offrire loro, per un progresso significativo e gratificante della loro attività corale.

Un caro saluto a tutti.

Maggio-Giugno 2017

  "...leadership, carisma è identità..."

 Una doverosa premessa: tutti noi della Redazione di LazioinCoro ci scusiamo con i nostri lettori per il ritardo con cui esce il bollettino. Ovviamente ci sono ragioni legate al lavoro e agli studi dei nostri giovani redattori concomitanti con uno dei periodi forse più densi di eventi associativi dell’intera storia dell’ARCL. Da più parti si è sentita, e legittimamente lamentata, la mancanza di una adeguata copertura informativa: abbiamo surrogato con il sito, ma constatiamo, con soddisfazione, che il nostro bollettino svolge una funzione davvero insostituibile. Grazie comunque a tutti i nostri lettori e ancora invochiamo la vostra indulgenza. Veniamo alla nostra riflessione mensile. Nel leggere questo numero di LazioinCoro troverete in più occasioni il termine “identitario” e si evince con chiarezza il senso in cui è utilizzato. Ma in questa sede permettetemi un ulteriore approfondimento. Al concetto di identità è strettamente collegato un altro concetto, su cui ho più volte ragionato con voi anche su queste pagine: quello di “leadership”. Nel volontariato, in particolare, chi esercita la leadership finisce per dentificarla, cioè il leader non solo rappresenta l’organizzazione ma finisce per “essere” l’organizzazione, che è ancor più dell’esserne proprietario. Questo sociologicamente è un fenomeno inevitabile ma è una trappola nella quale un vero leader non deve cadere, perché una personalizzazione eccessiva finisce per essere sterile, rende l’orizzonte dell’organizzazione asfittico e diviene controproducente per lui stesso. Cosa salva dunque un vero leader da questa trappola? L’uso etico del suo carisma, soprattutto quando è forte, e il progressivo trasferimento di tale carisma da sé all’organizzazione. Come dire: Romolo ha fondato Roma, ma questa gli è sopravvissuta, e di quanto! E questo è stato possibile perché (rimanendo nell’esempio e nella metafora) dopo Romolo ci sono stati i “Romani”. Leggerete dunque dell’impegno del rinnovato (in parte) Consiglio Direttivo di allargare la platea dei collaboratori, del progetto di articolare la nostra organizzazione in diversi

processi gestiti da altrettanti profili in modo da identificare e formare una “classe dirigente” consapevole, preparata e adeguata ad assicurare continuità all’Associazione e al “sistema” su cui poggia. È dunque il sistema che conferisce identità a chi ne fa parte, e la sua conoscenza aiuta a comprendere in quale parte di esso collocarsi, nel caso in cui, spinti da buona volontà e dalla generosità dell’essere volontari, volessimo offrire il nostro contributo concreto e gratificante. Altre strade non portano molto lontano, e c’è sempre all’orizzonte il gattopardesco “cambiare tutto perché nulla cambi” che non appartiene allo spirito e alla cultura del cantore amatoriale.

Un caro saluto a tutti e buone vacanze.

Aprile 2017

Celebriamo la voce umana

Sfogliando i giornali lo scorso 21 marzo, equinozio di primavera, mi sono ritrovato sommerso da una serie di “giornate della…” da celebrare: Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, Giornata internazionale della Poesia, Giornata Mondiale contro il Razzismo, Giornata Internazionale delle Persone con Sindrome di Down, Giornata Europea della musica antica, Giornata internazionale dei Boschi e delle Foreste, Giorno del tiramisù.

Tutti spunti di riflessione e stimoli a tenere viva la memoria e la sensibilizzazione su temi e problemi importanti per la nostra vita sociale e per il nostro ambiente, nonché per le nostre tradizioni culinarie che sono a pieno diritto componenti della nostra cultura: “cosa buona e giusta”, perché una collettività che lascia sbiadire i propri ricordi finisce col perdere quella tensione etica che assicura coesione, impegno e rispetto reciproco. Forse il rischio che si annida nel sovraffollamento delle sollecitazioni è, se si vogliono seguire tutte, una certa superficialità complessiva. Ma sicuramente è meglio correre tale rischio che restare in una indifferenza che alla lunga ci inaridisce. Anche il nostro mondo corale amatoriale ha le sue giornate: La Giornata Corale Mondiale (World Choral Day) che si celebra ogni anno la seconda domenica di dicembre (nel 2017 sarà il 10), a cui ha aderito spesso anche la nostra Associazione, e un’altra “giornata” che riguarda lo strumento principale della nostra arte: la voce. Il 16 aprile si celebra il World Voice Day (WVD, Giornata Mondiale della Voce). Leggiamo dai documenti ufficiali: “La voce è più importante che mai a scuola, nel lavoro e per le interazioni sociali. Ma molti rovinano la propria voce fumando, gridando, abusando di alcool o per scarsa tecnica nel parlare (e nel cantare, aggiungerei…). Quando si presentano problemi spesso vengono ignorati e così arrivano complicazioni più gravi. Per creare consapevolezza, celebrare la voce umana e stimolare una campagna di educazione ad un corretto uso della propria voce è stato stabilito il WVD da celebrarsi il 16 aprile di ogni anno. La data scelta ricorda che l’iniziativa prese avvio il 16 aprile 1999, in Brasile, ad opera di un gruppo di specialisti che istituirono la Giornata Brasiliana della Voce, poi “importata” da alcuni colleghi in Europa”. Nel sito http://2017.world-voice-day.org/ si possono trovare tutte le iniziative previste nel mondo (9 anche in Italia). Quest’anno l’ARCL celebrerà la voce “in differita” sabato 27 maggio (il 16 aprile è Pasqua) con una iniziativa coordinata dal M° Tullio Visioli, con la presenza della dott.ssa Anna Colombo e del prof. Gilberto Scaramuzzo. Ma dei dettagli sarà data ampia comunicazione prossimamente. Per ora “save the date”.

Un caro saluto a tutti.

Marzo 2017

Chi ha libro ha labbro

“Chi ha libro ha labbro”, recita un vecchio adagio, volendo significare che “chi ha cultura sa come esprimersi”, ed anche “chi sa leggere sa anche parlare”. Ma nella vita impariamo prima a parlare e poi a leggere, certamente, perché il nostro istinto procede per imitazione (in questo caso dei suoni che sentiamo intorno) e solo dopo, quando le nostre capacità logiche diventano più evolute ed in grado di procedere “per astrazione”, impariamo a decodificare quel sistema di simboli grafici (la combinazione delle lettere dell’alfabeto). Così vediamo dapprima rappresentate sulla carta quelle “sequenze di suoni” (parole) che già conosciamo e poi, progressivamente, arricchiamo il nostro vocabolario, anche in altri sistemi linguistici, permettendoci di comunicare con il mondo in modo sempre più ampio, ricco, preciso ed efficace. Questa sintetica ed elementare riflessione è scaturita al termine del seminario “Voglio leggere la musica!” tenuto con grande successo da Marina Mungai (del quale abbiamo ampiamente riferito), quando alcuni cantori hanno commentato: “ci si è aperto un mondo!” Era accaduto proprio quello che avevamo provato alle elementari quando scoprimmo l’affascinante avventura del leggere: ora come allora ci siamo resi conto che la nostra istintiva e naturale musicalità, che ci ha fatto imparare tante belle ed emozionanti pagine musicali “a memoria”, poteva essere sorretta dalla capacità di decifrare quei segni sulla carta che “rappresentano simbolicamente” quelle stesse pagine, aiutandoci ad essere più precisi, a fare meno fatica a ricordare le durate dei suoni, i piano, i forte, ad impostare tutte le strategie tecniche vocali per intonare bene gli intervalli tra le note (i famosi “salti”), senza dover fare uno sforzo di memoria disumano e, soprattutto, risparmiare tantissimo tempo nell’apprendimento, con la grande soddisfazione di cantare di più, e bene, e soprattutto rinnovando il repertorio in continuazione. Sappiamo tutti quanto alla fine ci si annoia a ripetere sempre le stesse cose, molte volte perché facciamo ripetutamente degli errori “di lettura”. Abbiamo compreso che cosa significa trasformare una “abilità innata” in “competenza”, che può essere sempre più arricchita e raffinata. E allora, perché non riusciamo a dedicare un po’ più di tempo a “leggere” la musica piuttosto che continuare a sbagliare cantando “ad orecchio”? Perché accettiamo la frustrazione di tenere tra le mani un arnese (lo spartito) che ci potrebbe facilitare e abbellire la vita canora, del quale invece sfruttiamo solo una piccolissima percentuale? Forse perché quando si parla di lettura musicale viene subito alla mente la parole “solfeggio”, termine abusato e vilipeso (anche dagli stessi musicisti), ma del quale spesso si parla a vanvera? Anche il M° Marina Mungai ha usato la parola “solfeggio”, eppure i nostri cantori alla fine non hanno detto “uffa, che barba!”, ma “Grazie! Ci si è aperto un mondo!” Dunque?....

Un caro saluto a tutti.

Febbraio 2017

La mobilitazione di gennaio

Un mese nel segno della mobilitazione questo Gennaio 2017! Una mobilitazione pacifica, ovviamente, dovuta a quel processo di evoluzione positiva sia delle realtà corali (intese come gruppi che si strutturano in associazioni per stabilizzare la loro presenza e la loro attività nel territorio, restando sempre nell’ambito del volontariato e dell’amatorialità), sia dei singoli cantori, che hanno aderito numerosissimi al Seminario sulla Lettura della Musica del 28 e 29 gennaio, manifestando in tal modo curiosità e voglia di “vederci sempre più chiaro” in una attività che li coinvolge e li appassiona sotto tutti i punti di vista. Voglio partire proprio da quest’ultimo evento, per ringraziare gli oltre duecento cantori che hanno espresso il loro desiderio di partecipare al seminario tenuto magnificamente dal M° Marina Mungai, ad alcuni dei quali abbiamo dovuto addirittura rispondere negativamente per i limiti di capienza dell’aula, restando tuttavia intesi che vedremo di replicare l’evento in modo da soddisfare tutte le richieste. Abbiamo notato con enorme soddisfazione la presenza di alcuni direttori che hanno accompagnato i propri cantori e siamo sicuri che in tal modo i benefici di questa 2 (+2 perché è previsto il secondo appuntamento per il 18 e 19 febbraio) giorni di immersione in crome, semicrome, chironomia e scale varie saranno potenziati al massimo. Questo è stato l’auspicio che sempre ha accompagnato le nostre proposte di aggiornamento e formazione, specialmente quelle che riguardano gli elementi di base dell’attività corale, e con piacere constatiamo che sempre di più sta diventando prassi corrente. Grazie anche per questo contributo a dare senso alla nostra attività associativa. L’altro appuntamento che ha riguardato i presidenti dei cori associati è stata l’Assemblea Straordinaria, il 22 gennaio, dedicata all’analisi e commento della Legge Regionale sullo spettacolo dal vivo che istituisce l’Albo regionale dei cori amatoriali. Il nostro Segretario Danilo Silvetti ha seguito per anni l’iter di questo provvedimento che riallinea, in parte, la nostra Regione alle altre regioni italiane, ed ha illustrato i passaggi significativi del testo con i relativi adempimenti per i cori. Al di là degli inevitabili tecnicismi e oscurità del burocratese (…tutto è perfettibile, speriamo…), per noi è motivo di soddisfazione aver ottenuto che la nostra attività sia “emersa” dal limbo del “dopolavorismo” e del “dilettantismo” e che la coralità amatoriale sia stata riconosciuta come un agente culturale importante da sostenere ed accompagnare anche istituzionalmente. Aggiungiamo anche che in questi anni abbiamo contribuito a creare nei nostri associati una “mentalità progettuale” nell’esplicare la loro attività, non solo nei contenuti ma anche nella forma, allenandoli così ad una realtà prossima in cui per accedere alle risorse che (ci auguriamo) saranno messe a disposizione dei cori sarà ne-cessario riempire form on line, allestire budget di previsione e rendicontazioni varie… ecc. ecc. ecc…. Buona fortuna, buon lavoro e un caro saluto a tutti

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